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Religiosità e arte.

Il santuario

Il pellegrino che sale la ripida mattonata che porta alla Madonnetta, quasi soffocato dagli alti muri della ‘creusa’ , è accolto con un sentimento di grande serenità dalla piazzetta ottagonale, antistante il Santuario, decorata con un mosaico a pietre bianche e nere (1732) con i simboli mariani e il grande stemma dell’Ordine Agostiniano, e dominata da una bella statua delle Pietà ( D. Parodi?). Nell’entrare in chiesa l’abbraccio mistico si fa più forte. Sulla porta d’entrata lo accoglie il meraviglioso organo del Maestro Roccatagliata risalente al XVIII secolo. Istintivamente l’occhio del visitatore corre all’altare maggiore (D. Stella), cui si sale (vedere foto centrale) per una duplice gradinata che porta all’incontro con il bel Crocifisso ligneo del Cambiagio (fine XVIII sec.), abbellito dai grandi reliquari finemente lavorati, opera di Nicolò Pantano (1715). L’altare, in marmi policromi , di stile barocco è opera di D. Stella (1715). Sul cornicione dello stesso altare troneggia, in una elegante nicchia, una Madonna di Domenico Bissoni (fine XVI sec.). Di un certo interesse il coro ligneo, intagliato da autore ignoto, con simboli esaltanti la Vergine.

  Immediatamente sotto l’altare si nota la cripta della Madonnetta, cuore del Santuario, cui si accede mediante un grande scalone, sovrastato dal cartiglio :"Convertit rupem in fontes aquarum" (ha trasformato la rupe in fonti d’acqua) . La volta di questa cripta o scurolo è stata affrescata da B. Guidobono nel 1707 con una Incoronazione della Vergine in un tripudio di angeli festanti. Nelle pareti ricoperte di marmi si trovano sei reliquari, di cui quattro opera di Gaetano Torre(1757). L’altare disegnato e in parte eseguito da Francesco Quadro, fu arricchito dall’opera dei Gaggini e sistemato definitivamente da Francesco Schiaffino (1738), che lo adornò con un tabernacolo di pietre rare.

Facendo riferimento alla foto possiamo ora osservare il pavimento marmoreo a raggiera, disegnato da F. Schiaffino nel 1750, dal centro del quale è possibile osservare i sottostanti locali del famoso presepio e la luminosa cupola ellittica

Partendo dalla destra entrando è possibile ammirare la Prima Cappella con la pala d’altare rappresentante la Madonna della cintura tra i Santi dell’Ordine Agostiniano, da alcuni attribuita a B, Guidobono (1654-1709). Sulle pareti due grandi reliquari, ornamento che si ripete in ogni cappella, lavorati in diversi tempi e arricchiti con stucchi dorati dal Lavarello nel XIX secolo. L’altare, parimenti in stucco, come gli altri altari delle cappelle è opera di Carlo De Marchi (1737).

La Seconda cappella, dedicata all’apostolo Giacomo, è abbellita da una tela seicentesca (G. B. Paggi ?) che rappresenta Gesù a colloquio con la madre dell’Apostolo e di suo fratello Giovanni e da una statua lignea : Madonna col Bambino benedicente, opera di Stefano Valle (1807-1883).

La Terza cappella è dedicata all’Annunciazione. La tela dell’altare, datata 1738, è di Giuseppe Galeotti

A sinistra, partendo dal fondo, la Prima cappella, con una tela attribuita a B. Guidobono, è dedicata all’Immacolata. La Seconda Cappella , già dedicata alla Natività, diventò del Crocifisso quando fu regalata la tavola che lo rappresenta tra la Vergine, S. Giovanni e la Maddelena, opera di Gio. Raffaele Badaracco (1648-1726). La Terza Cappella è dedicata alla Vergine dell’aspettazione del parto. La pala che rappresenta il mistero è attribuita a B. Guidobono.

Il presepio

L’idea di far nascere Gesù in una stalla posta in Salita della Madonnetta nella Genova del millesettecento è di Roberto Tagliati.

Il presepio è suddiviso in cinque quadri. Il primo quadro rappresenta la valle del Bisagno, con la chiesa di S. Siro di Struppa e il ponte di Sant’Agata, prossima al risveglio matuttino.

Il secondo quadro è un gruppo di botteghe, tra cui notevoli la verduraia e il macellaio, contornato da monumenti in parte scomparsi: Porta Pila, via Madre di Dio.

Il terzo quadro è dedicato a Genova Centro e ai suoi monumenti più caratteristici: Porta Soprana, Palazzo S.Giorgio, la chiesa di San Matteo con palazzi Doria, Porta Siberia, la Lanterna, torre degli Embriaci.

Quarto quadro: la Natività con Giuseppe e Maria in adorazione del Bambino assieme a Gelindo, il primo pastore, secondo i genovesi, a raggiungere la Grotta.

Quinto quadro: non è più Genova, ma Gerusalemme con la porta di Damasco da cui provengono i magi.

A parte il gruppo ligneo della natività attribuito a G.B, Gaggini la maggior parte delle preziose statue dovrebbero essere uscite dallo scalpello o dalla bottega di Anton. M. Maragliano