ENTRANDO IN CHIESA ….

 

Presentiamo gli spazi interni e gli arredi che maggiormente caratterizzano l’edificio- chiesa.

 

 

INGRESSO

L’area antistante il portale d’ingresso non assolve solo alla funzione pratica di facilitare l’entrata o l’uscita delle persone o come linea di demarcazione tra il luogo sacro e il luogo profano, ma fin dalle chiese dei primi secoli ha assunto determinati significati. Questo spazio è infatti segno dell’accoglienza materna della chiesa e, al momento del congedo, dell’invio nel mondo dei fedeli a portarvi la luce, la parola e la carità di Cristo. E’ anche concepito come spazio di preparazione all’incontro con il sacro, un’area che vuole predisporre alla preghiera. L’entrata della Chiesa è evidenziata da un portale che rappresenta simbolicamente l’ingresso alla Chiesa - comunità e, attraverso questa, al Regno celeste.

La porta richiama anche simbolicamente Cristo: “Io sono la porta: chi entra attraverso me sarà salvo” (Gv.10, 9).

 

NAVATA

E’ la parte collocata fra l’ingresso e il Presbiterio. Deriva dal latino “navis”, nave; è il luogo dove sostano i fedeli (è all’interno della navata che sono sistemate le sedie o i banchi in cui prendono posto i fedeli durante le celebrazioni). L’immagine della nave è anche simbolo della Chiesa, che, guidata da Pietro, procede nelle acque tempestose del mondo; si ricollega all’Antico Testamento (arca di Noè ) e al Nuovo: in alcuni momenti Gesù e i suoi Apostoli si trovano su una barca: “Salì in una barca che era di Simone e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi si mise ad ammaestrare le folle dalla barca” (Lc, 5,3). E ancora, Pietro si trovava alla guida della barca quando si scatenò una tempesta sul lago. Anche dall’invito che Gesù fece ai suoi Apostoli a diventare pescatori di uomini (Mc 1,17) si ha un ulteriore riferimento alla simbologia nave – Chiesa. Lungo le pareti della Navata ci sono le DODICI CROCI APOSTOLICHE che indicano l’avvenuta consacrazione e dedicazione della Chiesa. Durante il rito di dedicazione il Vescovo procede alla crismazione dei muri mediante l’unzione e l’incensazione di dodici punti su cui è raffigurata la croce, quindi vi accende dinanzi una candela.

 

PRESBITERIO

E’ il luogo dove stanno i sacerdoti (presbiteri) durante le celebrazioni liturgiche.

Nelle prime comunità gli anziani (presbyteroi) sono i sostituti degli Apostoli alla guida della comunità: il termine Presbiterio allora indica sia il collegio dei sacerdoti , sia il luogo dove essi stanno. E’ il luogo più importante, dove sono collocati l’ambone, l’altare, il seggio di colui che presiede l’assemblea. Nelle Chiese antiche il Presbiterio era racchiuso da balaustre che evidenziavano la sacralità del luogo.

AMBONE

La parola deriva dal termine greco “anabàinein” che significa “salire”;  è una struttura provvista di leggìo e può essere di legno o di marmo, posta in vicinanza dell’altare.

Da tale luogo si proclamano le letture, il salmo responsoriale, il preconio pasquale e le preghiere dei fedeli; il celebrante inoltre può tenervi l’omelia.

Gesù stesso in vari momenti della sua predicazione, prima di iniziare a parlare, si preoccupa di trovare un posto dal quale la gente possa vederlo ed ascoltarlo, come nel discorso della montagna. Nelle epoche passate l’omelia si teneva dal pulpito, una struttura in legno o marmo sporgente ad una certa altezza sulla navata, una specie di balcone sovente decorato preziosamente.

 

ALTARE

Esso è il centro dell’azione liturgica, emblema del sacrificio del Figlio di Dio. Nella sua forma rettangolare richiama la mensa dove si consuma la cena eucaristica.

La posizione dell’altare all’interno della chiesa ha subito delle variazioni nel corso della storia; ad esempio nelle antiche basiliche era collocato a metà circa della navata centrale; un’altra soluzione prevedeva la sua collocazione ad un estremo della navata principale e precisamente sul lato orientale, così l’assemblea era tutta rivolta ad est, punto dove sorge il sole che è Cristo.  Quando nel Medio Evo si diffuse la pianta a croce latina con l’introduzione del transetto (navata trasversale alla navata principale), l’altare si collocò nel punto di incrocio tra le due navate. Le disposizioni attuali riportate nell’introduzione al Messale romano ricordano: “nella chiesa vi sia di norma l’altare fisso e dedicato. Sia costruito staccato dalla parete, per potervi facilmente girare intorno e celebrare rivolti verso il popolo. Sia poi collocato in modo da costituire realmente il centro verso il quale spontaneamente converga l’attenzione di tutta l’assemblea.

Dal secolo XI compare sopra l’altare oppure vicino ad esso la croce come simbolo di Cristo risorto e innalzato. Durante il rito di consacrazione dell’altare il Vescovo unge con il sacro crisma la mensa e le cinque croci rappresentate (una al centro e le altre quattro agli angoli), richiamando con questo atto la pietra simbolo di Cristo che Dio ha unto di Spirito Santo. Le cinque croci dell’altare richiamano le cinque piaghe di Gesù Crocifisso dalle quali è sgorgato il sangue che ha redento l’uomo.

Il sacerdote all’inizio e alla fine della liturgia bacia l’altare in segno di rispetto e venerazione oppure compie un inchino.

 

TABERNACOLO

Il Tabernacolo è una piccola casa chiusa da una porticina ad anta unica. Al suo interno sono custodite le ostie consacrate. Deriva dal latino “tabernaculum” che significa “tenda”. Nell’Antico Testamento (Esodo, Levitico, Numeri) è citata la “tenda del convegno”, il luogo sacro in cui Jahvè parlava “faccia a faccia come uno che parla a un amico” (Es 33,11) con Mosè.

Vicino al tabernacolo è sempre presente un lume acceso; ricorda che Gesù “luce del mondo” è sempre presente in mezzo a noi.

 

 

CORO

 

E’ lo spazio dove i cantori sostavano all’interno della chiesa per interpretare i brani di musica sacra.

Nelle cattedrali del passato tale spazio occupava la zona che precedeva il presbiterio; successivamente si diffonderanno gli stalli corali in legno scolpito posti nell’abside e poi ai lati dell’altare giungendo infine ad una loro collocazione in un ambiente posto al di sopra della porta centrale di fronte all’altare.

 

 

 

L’INTERNO DELLA CHIESA    

Costruita a una sola navata, la chiesa è larga metri 15,50 e lunga 22, a cui si aggiungono i 14 metri del presbiterio. Tra il 1619 e il 1626,con il solo concorso dei villeggianti, la chiesa veniva ristrutturata con una navata, tre altari di fronte e due sole cappelle ai lati. Nel 1646 furono innalzate le altre due cappelle presso la porta.

 

Entriamo in chiesa dal piazzale, per mezzo di una breve scalinata; sul portone d’ingresso uno stucco rappresenta lo Spirito Santo in forma di colomba.

Appena entrati troviamo sulla nostra destra il Battistero che dopo la riforma liturgica non è più utilizzato; i Battesimi sono infatti celebrati sul presbiterio di fronte alla comunità. In questo piccolo ambiente, separato dal resto della chiesa per mezzo di un cancello, troviamo un’agile vasca battesimale (7) sormontata da uno stucco con una colomba (8), segno dello Spirito Santo. Nella lunetta sopra la piccola porta d’ingresso, un affresco rappresenta il Battesimo di Gesù.

Subito dopo incontriamo (da entrambi i lati) le acquasantiere a forma di conchiglia.

Seguono (sulla destra) due cappelle, rispettivamente con gli altari di Santa Margherita V.M. e San Giuseppe.

Sul primo troneggia la statua di Santa Margherita (10), scolpita nel 1890 da Angelo Marcenaro, sul secondo ammiriamo la statua di S. Giuseppe, che ha nella parte dietro e superiore il piccolo quadro della Madonna della Speranza (11); ai lati due medaglioni rappresentanti Santa Caterina da Genova (13) e Sant’Anna (12), sulla volta affreschi con il martirio di Santa Margherita (14)e l’assunzione di Maria Vergine.

Sopra il confessionale il bel quadro della Madonna del Miracolo (15) che fu donato nel 1949 alla chiesa, in ricordo della conversione miracolosa dell’ebreo Ratisbonne.

Sulla sinistra entrando troviamo le cappelle dedicate a San Luigi e alla Madonna della Guardia.

Nella prima il quadro rappresentante il Santo (oggi situato nello spazio laterale sinistro del presbiterio) è stato sostituito da un prezioso quadro del pittore Bernardo Castello rappresentante un Crocifisso con la Vergine e San Giovanni (17); a lato un medaglione con le anime del Purgatorio (18).

Segue l’altare della Madonna della Guardia con la bella statua della Madonna scolpita attorno al 1894/95 dallo scultore Canepa (19), già autore della statua del Santuario sul Monte Figogna. Vi sono anche diversi ex-voto e il medaglione con San Tommaso D’Aquino (21).

Sopra il pulpito, il quadro con San Michele Arcangelo e i Santi Gerolamo e Bartolomeo (48), opera di Bernardo  Carbone.

Nel transetto, partendo da destra: la Cappella dedicata alla Beata Vergine di Lourdes con S. Bernardette collocata in una nicchia che è la rappresentazione della grotta, offerta dai marassini a Padre Raffaele Ricca nel suo 50° anniversario come parroco; sopra, il quadro con la decollazione di San Giovanni Battista (23) attribuito al Sarzana, della scuola di Domenico Fiasella.

A destra dell’altare maggiore, la cappella del Sacro Cuore; ha sostituito la Madonna del Rosario, che si trova ora presso l’omonimo Oratorio. Sulla volta, l’incoronazione della Vergine alla presenza della Trinità (22). Ai due lati, affreschi probabilmente cinquecenteschi (una Natività (24) e un Ecce Homo (26)) affiorati durante lavori di restauro e quindi portati alla luce verso la metà degli anni novanta.

A sinistra dell’altare maggiore c’è la cappella di S.Francesco di Paola (27), che fu costruita in marmo nel 1887 ed ha ai lati i due Beati minimi  Nicola e Gaspare. In questo altare si trova il Tabernacolo (34) dove è conservata l’Eucaristia: la luce rossa sempre accesa è il segno di questa presenza.

Accanto a questa cappella vediamo un Crocifisso nero, presso il quale fino a qualche tempo fa vi era un gruppo ligneo del Maragliano che rappresenta le anime del Purgatorio; ora esso è stato spostato nel corridoio del soprastante convento. Nella parte alta una tela di S.Margherita (25).

Sopra la porta di salita al campanile sta l’iscrizione (29) che ricorda la dedicazione della chiesa avvenuta il 16 ottobre 1769.

Sul presbiterio (33)è collocato l’altare maggiore (30), dietro al quale vi è un ampio coro in legno di noce dominato dalla statua dell’Immacolata (32), posta nel 1854 a ricordo della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, e da un importante Crocifisso appartenente alla Confraternita del Rosario e collocato qua dopo i lavori di ristrutturazione; infatti l’altar maggiore nei primi anni ’80, a seguito delle nuove norme liturgiche  fu rimaneggiato (31) e di esso attualmente si conserva solo la Mensa marmorea. Sempre in questo periodo ai lati del coro (35) furono ricavati due spazi che hanno ampliato la capienza della chiesa.

Dietro l’Altar Maggiore si trova un bellissimo e antico organo (37) e sullo sfondo si possono ammirare due belle vetrate policrome realizzate a metà degli anni ’70 che rappresentano  S. Francesco da Paola e S. Margherita (20). 

Nel corridoio attraverso il quale lateralmente si accede al presbiterio si possono ammirare appesi al muro tre Paliotti (il paliotto è una decorazione preziosa che si poneva sulla parte anteriore dell’altare maggiore nelle feste solenni) raffiguranti S. Francesco (36), la figura di un vescovo e il monogramma di Maria (53).

Sulla parte iniziale del presbiterio, davanti all’assemblea sono ai due lati collocati gli amboni costruiti con parti tolte dal coro dopo i lavori di modifica di cui prima si è parlato.

La chiesa è decorata da affreschi e marmi, poiché i Minimi chiamarono importanti affreschisti per decorarla.

 

AFFRESCHI DEL PITTORE G. B. SEMINO

Nella volta del presbiterio contempliamo l’affresco dell’ Ultima Cena (40) sormontato da quello del Trionfo dell’Eucaristia (38).

Ai lati dell’altare maggiore La pesca miracolosa (43) e la Moltiplicazione dei pani (42).

Nel Transetto La finta cupola con la gloria di S. Francesco (41), un miracolo compiuto dal Santo (45)(davanti al re di Napoli spezza una moneta dalla quale esce sangue, il sangue dei poveri ai quali il re estorce denaro con tasse ingiuste ) e La fuga in Egitto(44).

Nella volta La gloria di Maria (47-49), e dei patroni S.Margherita e S. Francesco(51), e i medaglioni con i quattro evangelisti (46). Santi, Martiri Minimi e teorie di angeli completano e abbelliscono gli affreschi (50-52).

 

 

CONVENTO

Attiguo alla Chiesa sta il Convento eretto dai Carmelitani. Successivamente i Minimi, nel 1627 lo ampliarono con un altro corridoio volto ad ovest, mentre la parte originaria di esso è volta ad est. Si ottiene così la forma di una squadra che racchiudeva un orto e una villa ad uso dei Padri. Questa villa fu tolta loro dalle leggi francesi del 1810; il convento fu invece tolto dalle leggi italiane nel 1866 col pretesto di fare delle scuole pubbliche. I Padri furono così confinati in poche, antiche stanze e solo nel 1881 riebbero l’intero locale mediante il pagamento di una retribuzione annua.