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LE DEVOZIONI DI S. MARGHERITA DI MARASSI
SANTA MARGHERITA DI ANTIOCHIA V. M. Il vero nome della santa è Marina, ma esso venne cambiato quando la sua devozione passò dalla Chiesa orientale a quella occidentale con la traduzione dalla lingua greca a quella latina. Nacque ad Antiochia di Pisidia - Asia Minore – attuale Turchia - intorno al 250-300 d.C. (durante il regno di Massimiano e Diocleziano). Figlia di Edesimo, sacerdote pagano, orfana di madre, venne istruita secondo la religione cristiana e guidata al battesimo dalla sua nutrice. All’età di quindici anni conosceva già la storia dei martiri durante le persecuzioni e del loro coraggio si mostrò degna al momento della prova. Un giorno, insieme ad alcune compagne, portava al pascolo le greggi della sua nutrice; incontrò il procuratore della provincia romana Olibrio che, colpito dalla bellezza di Margherita, pensò di farla sua moglie o concubina. Ma, fattala condurre alla sua presenza, Margherita si dichiarò subito cristiana e fedele alla propria fede. Olibrio dapprima le fece molte promesse, ma poi, vedendo che la sua fermezza nella fede cristiana la portava a non accettare le sue proposte, la fece torturare e quindi decapitare. E’ invocata come protettrice delle partorienti. Il suo capo, assieme a quello di S. Prudenziana sono conservati in un reliquiario in S. Pietro a Roma. La festa di S. Margherita ricorre il 20 luglio. La santa è raffigurata con un Crocifisso in mano mentre combatte il drago. Questi due simboli rappresentano Cristo e il demonio.
LA MADONNA DELLA
GUARDIA Il 27 luglio 1854 scoppiò il colera. Molte furono le vittime, soprattutto le donne. Nell’agosto di quell’anno padre Ricca, parroco a quel tempo, decise di fare una novena alla Madonna della Guardia, alla quale partecipò tutta la popolazione: al termine di essa ci furono ancora cinque casi e tre morti, dopo di questi l’epidemia finì. In ringraziamento fu deciso di consacrare un altare alla Madonna della Guardia e di celebrare ogni anno il 29 agosto, giorno della Madonna della Guardia, una funzione, preceduta da una novena. La statua della Madonna fu regalata, insieme agli ornamenti e ai cuscini, da Luigia de Lucchi. La spesa dell’altare fu di 550 F. di cui 121 F. furono raccolti tra i fedeli.
SAN FRANCESCO DA PAOLA S. Francesco nacque a Paola il 27 marzo 1416; dopo circa un mese un ascesso all’orecchio mette a repentaglio la sua vita. Guarisce dopo un voto fatto dalla madre secondo il quale appena raggiunta l’età avrebbe indossato per un anno l’abito dei frati minori. Fin da bambino mostra di preferire la preghiera ai giochi della sua età e a tredici anni entra nel convento di S. Marco Argentano dove si distingue per la carità e anche per alcuni eventi particolari che lo contraddistinguono. Nel 1430 sulla via del ritorno da un pellegrinaggio ad Assisi con i suoi genitori decide di fermarsi alle porte di Paola e incominciare una vita eremitica che interromperà cinque anni dopo quando sente che il Signore lo chiama altrove. Dopo poco tempo tre giovani lo raggiungono alla grotta nella quale vive per unirsi a lui e ben presto si aggiungono nuove vocazioni. Nel 1471 il Papa Paolo II° è quasi sul punto di approvare il nuovo istituto grazie al rapporto favorevole dell’arcivescovo di Cosenza, ma la morte lo coglie prima. Intanto Francesco insieme a P.Baldassarre compila degli statuti e ai tre voti di povertà, castità e obbedienza aggiunge la pratica quaresimale, che consiste nell’astensione per tutta la vita da carne, latte, uova e qualunque loro derivato. Il 17 maggio 1474 con la costituzione Sedes Apostolica Papa Sisto IV° approva l’istituto con la qualifica di Ordine mendicante e dichiara Francesco superiore generale. Importante l’incontro del santo con Luigi XI di Valois, che riuscì a condurre alla conversione e a una morte tranquilla. Nel 1506 Giulio II° approva l’Ordine femminile e la terza regola del terz’Ordine. San Francesco muore il venerdì Santo 2 aprile 1507. Francesco è uomo dedito alla propria santificazione sia attraverso una vita di rinunce e continue mortificazioni sia come missionario di pace e carità tra il popolo. Unico suo desiderio, conformare la propria vita a Cristo e fare unicamente la Sua volontà; il Signore gli manifesta la Sua amicizia attraverso grandi e numerosi miracoli e doni straordinari.
LA MADONNA DEL MIRACOLO
“Vidi come un velo davanti a me –depone- la chiesa mi sembrava tutta oscura, eccetto una cappella… Alzai gli occhi verso la cappella raggiante di luce e vidi sull’altare, in piedi, grande, maestosa, bellissima, misericordiosa, la santissima Vergine Maria, simile nell’atto e nella forma, all’immagine che si vede nella Medaglia Miracolosa. Mi fece cenno con la mano d’inginocchiarmi…. a tal vista caddi in ginocchio nel luogo dove mi trovavo…. fissai le sue mani e vidi in esse l’espressione del perdono e della misericordia…. Benché non mi dicesse parola compresi l’orrore dello stato in cui mi trovavo, la deformità del peccato, la bellezza della Religione Cattolica, in una parola compresi tutto”.
VIRGINIA CENTURIONE BRACELLI Virginia nasce il 2 aprile 1587. Già da bambina sente la chiamata alla vita religiosa, ma la madre, che muore quando Virginia ha sei anni, la considera troppo giovane per scegliere questa via. Il padre però è di idee differenti e decide di maritarla all’età di quindici anni con Gaspare Bracelli che ha quattro anni più di lei. Questi però è uomo dissoluto e dedito al gioco. Sebbene all’inizio del matrimonio decida di cambiare vita, poi così non avviene. Il matrimonio durerà solo quattro anni, intanto nascono due bambine: Isabella e Lelia. Ben presto Gaspare cade gravemente malato e Virginia lo cura con amore e dedizione, nonostante egli non fosse stato un buon marito. Colpito dal comportamento della moglie si pente e si converte morendo serenamente. Virginia sente forte la chiamata del Signore che le chiede di occuparsi dei poveri, smette così gli abiti di lusso, indossa vesti dimesse e apre la sua casa ai bisognosi. Si adopera perché si costruiscano scuole per i giovani che vanno in giro per strada, accoglie in casa chiunque le chieda aiuto e quando i soldi non sono sufficienti non esita ad andare in giro a chiedere l’elemosina accettando senza lamentarsi ogni sorta di umiliazione.
Virginia insegna loro che quando entrano nelle case dei poveri devono avere il medesimo comportamento che avrebbero entrando nella casa di Gesù e offrire le cure migliori. Raccomanda una grande devozione alla Madonna e stabilisce di riunirsi ogni mese per pregare insieme e ricevere l’Eucaristia. Nel 1664 su sua sollecitazione il cardinale Stefano Durazzo arcivescovo di Genova istituisce le quaranta ore per rispondere ai gravi disordini morali causati dalla celebrazione del carnevale e insieme al padre cappuccino Fabio Squarciafico dà inizio a delle missioni popolari. Virginia fonda la casa di N. S. del Rifugio in Monte Calvario e nel 1635 viene incaricata dal Magistrato di occuparsi del lazzaretto. Dà origine alla Casa di Bisogno per la quale scrive una regola che consiste nel praticare la povertà, l’obbedienza e la castità pur tuttavia non emettendo dei voti solenni. Sostiene e raccomanda al Senato l’iniziativa di affidare la Repubblica di Genova alla protezione di Maria: il 25 marzo 1637 nella Cattedrale di S. Lorenzo il Doge Giò Francesco Brignole presenta su un vassoio lo scettro, la corona e le chiavi della porta della città al Cardinale Giò Domenico Spinola il quale, in rappresentanza dell’Arcivescovo Durazzo, li offre alla Madonna come segni di sottomissione della città. Virginia muore il 15 dicembre 1651. Il 22 settembre 1985 è beatificata da Giovanni Paolo II e da lui stesso canonizzata il 18 maggio 2003. Il corpo della Santa si trova nella Chiesa dell’Istituto della suore Brignoline di Viale Bracelli nel territorio della nostra Parrocchia |